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23/05/2010 Il Mattino |
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Scafati Festa e polemiche per l’intitolazione di due istituti a Ferdinando II e Maria Cristina |
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<<Basta calunnie, è tempo di rivalutare i Borbone>> |
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Il Preside Giannone "Guardare alla storia senza pregiudizi" |
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Nicola Sposato |
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Nel giorno dell’anniversario, il 22 maggio, della morte dell’ultimo re delle “Due Sicilie” Ferdinando II di Borbone, cerimonia ufficiale di intitolazione della scuola primaria di via Genova e cerimonia di intitolazione della scuola dell’infanzia alla sua consorte, Maria Cristina. Scafati diventa cosi l’unico comune d’Italia ad aver intitolata una scuola ai Borboni. Per celebrare la figura dei Borboni e rivalutare il regno di Ferdinando II, si è svolto al cine teatro san Pietro un convegno organizzato dal direttore scolastico Vincenzo Giannone a cui hanno preso parte illustri storici. Il convegno si è aperto con il video della canzone “La fantastica storia” di Eduardo Bennato. Vincenzo Giannone: «Le verità – sono sempre diverse. Le bugie sempre le stesse. E’ necessario scoprire le bugie per spiegare senza paura quello che nessuno sa». |
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L’intervento del direttore «basato su poche parole e facendo parlare la storia dei commentatori del tempo» si è basato su filmati tratti da trasmissioni televisive e cenni storici per raccontare con gli occhi di chi ha vissuto l’epoca borbonica i fasti del regno. E smontare il «venticello leggero della calunnia» che ruotò attorno alla figura di Ferdinando II di Borbone. «Bruni nel 1300 – ha continuato Giannone - raccontava che era vivo interesse conoscere la Storia. E’ necessario rivalutare i Borboni, Ferdinando II e sua moglie Maria Cristina artefici dei fasti di Napoli capitale del regno delle due Sicilie». Il professore e successivamente tutti gli altri relatori hanno cosi raccontato le meraviglie del regno borbonico contestando la “piemontesizzazione” del Sud. Giannone: «Il vento leggero della calunnia e della campagna mediatica attuata contro i Borboni generò falsità. William Gladstone raccontò genericamente i drammi. E’ giunta l’ora di dare onore e giustizia a chi di gran lunga merita». La parola è passata poi ai relatori. Il professore Giovanni Pepe ha relazionato sulla “figura di Ferdinando II e Maria Cristina di Savoia nell’opera di Francesco Durelli e Guglielmo De Cesare». Lo storico paganese ha ricostruito il regno borbonico di Ferdinando II menzionando le opere importanti in tema di viabilità: la strada da Vietri ad Amalfi, la strada sorrentina, la ferrovia Napoli – Nocera che il ponte sospeso sul Garigliano, Dal professore Eduardo Vitale direttore della rivista “L’Alfiere” un’appassionata relazione sulla politica di Ferdinando II a favore del popolo: « Il vento della storia soffia forte a Scafati. 150 anni di oblio non distruggono un popolo. E’ un diritto dire la verità. Giustino Fortunato prima e il magistrato Rocco Chinnici hanno addebitato anche all’unità d’Italia la nascita della mafia. I Savoia non hanno fatto l’Unità». |
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Il capitano Alessandro Romano ha ricostruito la storia del brigantaggio addebitando alle regole imposte dal Piemonte le ribellioni delle popolazioni locali. «Briganti: patrioti o malfattori il titolo della sua relazione. Al professore Gennaro De Crescenzo il compito di relazionare sulla figura di Garibaldi e sull’azione dei mille per l’Unità d’Italia. Al convegno anche il professore Angelo Pesce insigne storico e consulente del comune di Scafati. «Al di là di posizioni di parte e faziosità il mio compito è quello di riportare equilibrio nel percorso storico. Ci sono state devastazioni al sud e interi paesi rasi al suolo con l’unità d’Italia».Presente al convegno anche il sindaco Pasquale Aliberti e i consiglieri Carotenuto, Faiella, Fantasia, Giugliano per il centrodestra e De Marino e Caiazzo per il centrosinistra. Aliberti: «Entro settembre celebreremo la fine dei lavori del polverificio borbonico che apriremo alle scuole del territorio. Scafati ha illustri esempi della dominazione borbonica. Sapevo delle probabili polemiche ma abbiamo approvato all’unanimità la scelta di intitolare la scuola ai Borboni». La manifestazione ha suscitato scalpore a Scafati e in tutta la Campania. Domenico Cuomo (Pdsi) dichiara: «Un’operazione di revisionismo storico». Annunciano che la questione sarà portata al prossimo direttivo i giovani del coordinamento del centrosinistra. © RIPRODUZIONE RISERVATA |
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