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Venerdì 21 maggio 2010 IL MATTINO |
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Scuola intitolata ai Borbone Scafati riscopre i suoi sovrani |
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Erminia Pellecchia «C’est magnifique, è stupendo». Maria Beatrice di Borbone delle due Sicilie commenta, entusiasta, l’iniziativa di Vincenzo Iannone, preside della scuola primaria e dell’infanzia di Scafati, che ha deciso, caso unico in Italia, di intitolare l’istitituto a Ferdinando II e a sua moglie Maria Cristina di Savoia. «Mio fratello Carlo sarà felice - dice la principessa - È molto legato alla Campania e sapere che qui si ricordano ancora con affetto i nostri antenati non può che rallegrarlo. Tra l’altro, con la moglie Camilla, si occupa di solidarietà, soprattutto per i bambini, sarà orgoglioso che il nostro nome vada ad una scuola dell’infanzia». Domani pomeriggio la cerimonia, accolta tra polemiche e consensi con il plauso, un po’ ironico, perfino della regista Lina Wertmuller, esperta di cose di casa Borbone e autrice del bellissimo “Ferdinando e Carolina» del ’93: «Si intitolano piazze a chiunque, perchè no a quel pazzo scatenato di un Borbone, così vicino al suo popolo?». A vedere di buon occhio l’iniziativa è il sindaco Pasquale Aliberti, «perchè attira l’attenzione sulla città impegnata con forza a valorizzare il suo patrimonio culturale». Il primo cittadino pensa al monumento più significativo di Scafati, il polverificio borbonico, prossimo al restauro e per il quale, insieme al soprintendente Zampino, ha costruito un piano di gestione che vedrà, a partire dal prossimo settembre, anche l’organizzazione di mostre e di spettacoli. «Non entro nel merito della scelta del direttore - spiega - Non sono un fan nè dei Borbone, nè dei Savoia, nè tanto meno un nostalgico della monarchia. Ben venga, comunque, l’intitolazione di una scuola finora “anonima” e, soprattutto, apprezzo il fatto che si punti l’attenzione su Scafati». Il preside Iannone, da parte sua, non si sente toccato dalle polemiche e va avanti per la sua strada. «Il mio obiettivo - dichiara - è di far conoscere la storia, aprire la mente ai ragazzi sulle vicende che interessano il loro territorio. SCAFATI è ricca di memorie borboniche, così come i monumenti limitrofi che normalmente visitano con la scuola come Capodimonte, San Leucio e la reggia di Caserta. Ma nelle pagine dei libri trovano poche notizie e per di più poco attendibili». È soddisfatto per le lettere e le telefonate di complimenti che gli stanno arrivando in queste ore: «Non immaginavo un tale consenso, spesso la gente pensa delle cose ma poi non le manifesta. Il Risorgimento, come osserva lo storico Bertoletti, “va visto dall’altra sponda” e come lui dico che è ora che gli italiani rendano onore e giustizia a chi onore e giustizia merita di avere. È il caso dei Borbone e, in particolare Ferdinando II, che è stato un sovrano moderno, un imprenditore ed un politico attento ai bisogni del suo popolo. Chi ci governa dovrebbe seguire il suo esempio: in tempo di crisi Ferdinando II ridusse il suo appannaggio di ben 3700 ducati, cifra che impiegò intelligentemente per realizzare la Napoli-Portici, prima ferrovia del Belpaese». «Iannone - commenta il sociologo Domenico De Masi, incuriosito dalla notizia - ha riscoperto l’orgoglio borbonico, rivendica un’appartenenza e sicuramente gli va dato il merito di aver voluto ricordare una dinastia cui la Campania, in qualche modo, deve essere grata. Anche se, volendo andare a ritroso nel tempo, sarebbe stato meglio intitolare la scuola al grande Federico II. In ogni caso la sua iniziativa ha un valore in più: visti i tempi che corrono, meglio i Borbone che gli attuali governanti». © RIPRODUZIONE RISERVATA |